Proposte UE per carenza autisti (febbraio 2026)

Gentili Clienti,
vi forniamo, qui di seguito, un riepilogo normativo che l’Unione Europea sta improntando per far fronte alla carenza degli autisti nei propri Paesi Membri. L’ultimo rapporto della Commissione Europea diffuso questo mese evidenzia come sia crescente il numero di personale extra-UE alla guida dei veicoli industriali.

Tra i possibili interventi normativi proposti dal rapporto troviamo:

  1. Sistema di riconoscimento delle patenti rilasciate da Paesi terzi: solitamente, allo stato attuale, con utilizzo del Codice 70, la conversione della patente ha validità solo per la guida nello stato UE dove si effettua la conversione. Con il nuovo Codice 72 in programma (appoggiato dalla Direttiva UE 2025/2205), si andranno ad unificare gli standard UE alle patenti convertite, permettendo ai conducenti Extra-UE di guidare liberamente nei paesi dell’Unione.
  2. Eliminazione del requisito di residenza per accesso ai corsi del CQC: allo stato attuale prima di poter iniziare la formazione degli autisti occorre che essi siano in possesso del visto e del certificato di residenza in uno degli stati UE. Con la riforma proposta si punta a ridurre i tempi da 8-10 mesi a 3-4 mesi, permettendo di affiancare la formazione da autista con le richieste di permessi di visto e residenza.
  3. EU Talent Pool: la piattaforma digitale europea viene concepita per mettere in contatto domanda e offerta in modo trasparente e verificato, in quanto molte volte le aziende di trasporto sarebbero anche disposte all’assunzione di autisti Extra-UE, ma non ha modo di prendere contatto con questi. Il Sistema permetterà anche alle Autorità competenti di tracciare i flussi di ingresso per settore.

Nello sviluppo di questi tre punti sarà molto importante la coordinazione della banca dati dei vari paesi UE e un maggiore alleggerimento delle procedure di controllo e verifica comunitarie.

Nello stesso rapporto diffuso dall’UE viene anche stimato il costo del reclutamento degli autisti Extra-UE. Secondo quanto riportato il costo medio di inserimento di personale di questo tipo si aggirerebbe attorno a €20.157,00. Il costo maggiore è rappresentato dal salario e dagli oneri associati versati durante il periodo di formazione, quando il conducente non può ancora essere impiegato nell’attività di trasporto. A questo costo si aggiungono i costi di sussistenza, il conseguimento o la conversione della patente in un paese UE e la formazione e il conseguimento del Certificato di qualificazione del conducente. Nel caso del sistema dei trasporti, molte imprese sono di modeste dimensione e risulta, perciò, complesso sostenere un costo superiore ai 20mila euro per la formazione di nuovi autisti. Al fine di far fronte a questo costo iniziale legato alla formazione dell’autista si stanno progettando misure atte all’inserimento di queste figure lavorative anche nelle micro-imprese con meno di 10 lavoratori.

Proseguiremo con l’informazione in questo ambito affinché possiate valutare le misure più congeniali per il reclutamento del personale guidatore delle vostre aziende.

Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.
Lo Staff di Finaxit